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Ricostruzione Legamentosa
Possiamo distinguere:
·
Il sistema di
unione centrale o "pivot centrale" situato nella gola intercondiloidea che è
costituito dai due legamenti crociati anteriore (L.C.A) e posteriore (L.C.P). I
due legamenti crociati sono fondamentali per la stabilità in senso
anteroposteriore (cioè sul piano sagittale) del ginocchio.
Questi due legamenti assomigliano a dei corti e robusti cordoni fibrosi che si
incrociano ad "X".

·
Il sistema
periferico è formato da un compartimento interno (mediale) e da un compartimento
esterno (o laterale). Le strutture più importanti del compartimento interno
sono: il legamento collaterale mediale (L.C.M) e il legamento posteriore
obliquo. Nel compartimento esterno riconosciamo il legamento collaterale
laterale (L.C.L).
I due legamenti collaterali assicurano stabilità al ginocchio in senso
medio-laterale (cioè sul piano frontale).
Il compartimento anteriore
del ginocchio è chiamato anche "meccanismo estensore del ginocchio". È
costituito dalla rotula, che si trova al centro, sulla quale si inseriscono i
tendini e i legamenti, e precisamente: sul polo superiore della rotula si
inserisce il tendine quadricipitale; ai margini della rotula si inseriscono i
legamenti alari; dal polo inferiore della rotula origina il tendine rotuleo che
si inserisce poi sulla tuberosità della tibia.
Il fascio vascolo-nervoso decorre posteriormente essendo costituito dall'arteria
e dalla vena poplitea e dal nervo sciatico che a questo livello si divide il
nervo sciatico popliteo-esterno e nervo tibiale posteriore.

Meccanismo
delle lesioni legamentose
I due legamenti del ginocchio che sono più frequentemente interessati da lesioni
traumatiche sono: il L.C.A e il L.C.M.
Le lesioni del LCM sono solitamente conseguenza di un trauma laterale (frequente
negli sport di "contatto" come calcio, basket, rugby) o di uno stress in
valgismo (caduta sugli sci a gambe divaricate).

Le lesioni del LCA fanno
spesso seguito ad una torsione del ginocchio (cadute in rotazione come nel
basket, pallavolo, sci) oppure per una flessione o estensione massima forzata.

Infine le lesioni del LCP
si verificano quasi sempre in caso di trauma diretto anteriore a ginocchio
flesso (scontro frontale in auto).
Sintomi dell'instabilità
Si distinguono sintomi della fase acuta e sintomi della fase cronica.
FASE ACUTA
1.
"Pop": Il
paziente nel cadere avverte spesso un rumore come "pop" dal legamento che si
lacera seguito da intenso dolore e sensazione di ginocchio lasso, con
impossibilità a proseguire l'attività sportiva.
2.
Versamento:
Nelle ore successive può formarsi un versamento all'interno dell'articolazione,
di solito ematico per la lacerazione del legamento e di un piccolo vasello che
decorre al suo interno.
FASE
CRONICA
1.
Cedimento
articolare: Si verifica di solito camminando su un terreno inclinato o
accidentato, oppure nelle brusche variazioni di direzione. Viene riferita una
sensazione spiacevole e spesso dolorosa di insufficienza articolare, a volte
associata a nuova distorsione o caduta.
2.
Versamento:
Costituito quasi sempre da liquido sinoviale di color giallastro. Il versamento
compare spesso dopo un episodio di cedimento articolare. Può diventare
persistente per l'instaurarsi di un processo infiammatorio cronico.
3.
Riduzione della
massa muscolare: L'instabilità del ginocchio altera la funzione dell'arto e
provoca una riduzione della massa muscolare della coscia, in particolare del
quadricipite.
DIAGNOSI
È necessaria un'attenta visita specialistica. L'esame clinico è essenziale per
stabilire la gravità della lesione. Esso va eseguito al più presto, per iniziare
tempestivamente il trattamento adeguato.
Lo specialista, valutando le modalià del trauma, verificherà il grado di
instabilità, la presenza di un eventuale versamento (ematico o sinoviale),
ricercando i punti dolorosi ed i segni di eventuali lesioni meniscali associate.
Gli esami strumentali possono essere utili per confermare la diagnosi:
-
Radiografie che possono evidenziare eventuali
fratture.
·
TC che consente
di visualizzare i tessuti molli (legamenti e menischi) e le loro eventuali
lesioni.
·
RMN che
permette di evidenziare lesioni meniscali, legamentose e cartilaginee.
TRATTAMENTO
Una lesione legamentosa del ginocchio può essere trattata non chirurgicamente
(lesioni periferiche, LCM, LCL) o chirurgicamente (lesioni centrali LCA, LCP,
lesioni associate).
L'indicazione dello specialista si baserà su alcuni fattori:
-
Gravità della lesione.
-
Età del paziente.
-
Livello di attività sportiva o lavorativa.
-
Motivazione del paziente.
TRATTAMENTO DELLE
LESIONI PERIFERICHE (L.C.M o L.C.L)
Sono lesioni legamentose che raramente necessitano di una riparazione chirurgica
perché vanno incontro a cicatrizzazione completa.
Si distinguono 3 gradi di lesione a gravità crescente che vengono trattate in
modo differenziato:
I.
Si tratta di un
lieve stiramento delle fibre del legamento collaterale con presenza di dolore al
ginocchio, a sede mediale o laterale ma senza segni clinici di instabilità.
Trattamento: bendaggio semirigido secondo Jones per 3 settimane.
II.
Il legamento
collaterale è parzialmente lacerato, con dolore vivo e associata instabilità
laterale o mediale del ginocchio.
Trattamento: tutore articolato a ginocchiera per 6 settimane.
-
Bloccato a 20° per
2-3 settimane con carico parziale.
-
Libero tra 20° e 90°
per altre 3 settimane.
III.
Lacerazione
pressoché completa del legamento collaterale. Il ginocchio presenta una grave
instabilità. Spesso è presente una lesione meniscale associata.
Trattamento: tutore articolato a ginocchiera per 8 settimane.
-
Bloccato a 20° per 2
settimane con carico facoltativo.
-
Libero tra 20° e 90°
per altre 3 settimane con carico.
-
Senza limitazioni per
altre 3 settimane.
TRATTAMENTO DELLE
LESIONI CENTRALI (L.C.A o L.C.P)
Un legamento crociato anteriore (o posteriore) lacerato NON è in grado di
cicatrizzare in maniera adeguata.
In caso di lesione del LCA il trattamento deve essere differenziato nella
maniera seguente:
·
PAZIENTE
SPORTIVO PROFESSIONISTA: ricostruzione nei giorni successivi il trauma.
-
Lesione del solo LCA:
ricostruzione artroscopica del L.C.A
2.
Lesione del LCA
+ LCM (o LCL): ricostruzione artroscopica del LCA + uso di tutore articolato in
caso di lesioni associate di grado III dei legamenti collaterali.
-
PAZIENTE DI ETÀ COMPRESA TRA I 18-40 ANNI
1.
Lesione del
solo LCA: bendaggio sec. Jones per 3 settimane e quindi immediata FKT per il
pieno recupero dell'articolarità. Dopo 2 mesi si ricostruisce artroscopicamente
il LCA.
2.
Lesione di LCA
+ LCM (o LCL): tutore per 2 mesi e quindi ricostruzione del LCA dopo il recupero
completo della flesso/estensione.
·
PAZIENTE DI ETÀ
> 40 ANNI
Inizialmente il trattamento è di tipo NON chirurgico (bendaggio semirigido per 3
settimane). Se compaiono nel tempo sintomi da instabilità può essere consigliata
la ricostruzione artroscopica del LCA.
Le lesioni del LCP sono
solitamente trattate in modo conservativo (bendaggio semirigido per 3 settimane
e recupero quadricipitale). Se successivamente compaiono sintomi da instabilità
posteriore può essere consigliata la ricostruzione artroscopica del LCP.
LA TECNICA DI RICOSTRUZIONE ARTROSCOPICA DEL LCA (LCP)
Il trattamento chirurgico più moderno per una lesione legamentosa centrale è la
ricostruzione artroscopica con trapianto del terzo medio del tendine rotuleo o
con trapianto del semitendinoso-gracile, prelevati attraverso un' incisione
anteriore.
Il trapianto viene fatto passare attraverso tunnels ossei (femorale e tibiale) e
quindi posizionato nella sua sede anatomica. Il neo-legamento viene fissato
saldamente alle 2 estremità con 2 viti o cambre.
Al termine dell'intervento viene applicato un tutore da mantenere per circa 3-4
settimane.


Bisogna ricordare che a
seconda della tecnica usata il trapianto può essere un tendine libero (semitendinoso-gracile)
oppure un tendine con annessi tasselli ossei (rotuleo e tibiale) per facilitare
la successiva fissazione.

In ogni caso il tendine
dopo essere stato trapiantato va incontro ad un lento processo di rimodellamento
o di "legamentizzazione" che ne altera profondamente le caratteristiche
biomeccaniche. Infatti la capacità di resistenza al carico diminuisce dal
momento del distacco; nelle successive settimane si assite ad una sorta di morte
cellulare all'interno del tendine stesso che culmina al terzo mese. Con il
passare del tempo il trapianto viene rivascolarizzato e la capacità di
resistenza al carico gradualmente aumenta riuscendo a raggiungere il 50% della
robustezza di un legamento normale a distanza di un anno.
La maturazione del trapianto può essere suddivisa in 4 fasi:
-
Rivestimento sinoviale (primi 6 mesi).
-
Crescita di tessuto fibroso nel trapianto (da 6
a 12 mesi).
-
Ligamentizzazione (dai 12 ai 18 mesi).
-
Maturazione completa (circa 2 anni).
Pertanto sottoporre il
trapianto a sforzi eccessivi nell'immediato post-operatorio può essere
pericoloso.
SEQUENZA FOTOGRAFICA DELL'INTERVENTO DI
RICOSTRUZIONE DEL L.C.A.
RIEDUCAZIONE
POST-CHIRURGICA NELLE LESIONI CENTRALI
(Legamento Crociato
Anteriore - Legamento Crociato Posteriore)
Gli obiettivi della rieducazione in queste lesioni sono:
-
Fase immediata (prime 3 settimane)
-
Ottenere
un'estensione completa.
-
Permettere la
guarigione della ferita.
-
Mantenere un
controllo attivo dell'arto.
-
Ridurre il gonfiore.
-
Raggiungere i 90° di
flessione.
-
Fase tardiva (dalla 3 settimana al 5° mese)
-
Recupero progressivo
della flessione (120° alla 8° settimana).
2.
Completamento
della rieducazione muscolare (ginnastica muscolare, isocinetica a partire dal 3°
mese, rieducazione sensitivo-motoria).
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Fase finale (dal 5° mese in poi)
1.
Riacquisto
dell'agilità specifica e dell'abilità sportiva desiderata (progressione
funzionale).
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